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Il cervello delle mamme

Questo post è una riflessione sui cambiamenti del cervello dopo la maternità nato dalla lettura di un libro molto interessante che presentava una sorta di excursus storico sulle ricerche di questo tipo. Ciò che ne emergeva era un’immagine davvero negativa della donna emersa negli anni ’70 (anni durante i quali si parlava una morte cerebrale post partum) ad una ripresa e rivalutazione dei cambiamenti della donna nelle ricerche più recenti. Insomma care mamme, non siamo morte, semplicemente (come molte di noi si sono accorte da subito) tutta la vita è stata rivoluzionata e con essa anche il nostro cervello. Le risorse attentive, la memoria e gli stessi sensi non sono decaduti, in alcuni casi sono anche acuiti, ma semplicemente il loro obiettivo è cambiato. Tutto il nostro essere è in allerta per il piccolo nato e quindi:

dimentichiamo appuntamenti perchè dobbiamo ricordarci quando allattare, cambiare, mettere la crema, dare vitamine, ecc……..

 non ascoltiamo perchè abbiamo l’orecchio teso alla ricezione del pianto del nostro bambino (che svegliandosi ovviamente riduce la nostra libertà)

non prestiamo attenzione alla realtà che ci circonda perchè stiamo cercando di decodificare il messaggio di una bambino che non sa parlare.

Gli esempi sono molti e ognuna di noi ne sperimenta a bizzeffe. Ciò che come ricercatrice di psicologia sociale mi incuriosisce, però, non sono solo i cambiamenti cerebrali, ma anche e soprattutto quelli sociali. La ricerca ci viene nuovamente in aiuto proponendoci nuovi cambiamenti. I principali:

– con nostra madre che diventa un punto di paragone (in positivo o in negativo),

-con le altre madri che possono essere un grande supporto quando ci rimandano un’immagine vicina a noi e veritiera (nel mio caso una mamma che ci prova, tante volte sbaglia, a volte ne combina una giusta) o ci affossano quando sembrano sempre felici e controllate,

-con il partner che diventa anche padre e per queste sue capacità aumenta o perde in attrazione ai nostri occhi.

In tutto questo discorso mi sembra manchi qualcosa di importante, gli amici o le amiche. Quelle persone con cui dividevamo tempo, sogni, vacanze e attività prima. e poi? cosa è successo? Ecco di questi cambiamenti si parla poco, a parte sottolineare come molti amici vengano persi, ma in che modo?

Vi propongo un gioco se vi va di partecipare: ripensate al vostro Addio al nubilato o al vostro ultimo compleanno da non mamma se non siete sposate. Chi vi ha partecipato? Chi parteciperebbe oggi? In che modo sono cambiati i rapporti?

Vi racconto il mio: al mio addio al nubilato c’erano solo amiche senza figli perchè sono stata la prima a riprodurmi, e tra tutte quelle che ho invitato solo 3/4 persone parteciperebbero ancora. è vero che le vere amiche sono poche, ma perchè anche quelle persone con cui passavo molto tempo non si vedono più.Ecco il risultato delle mie profonde riflessioni:

  • alcunevolevano essere mamme, ma non lo sono diventate. è diventato difficile parlare con loro perchè hanno rifiutato di essere coinvolte in qualunque attività o conversazione che riguardasse bambini. se ci si trova, non fanno nessuno sforzo per venirmi incontro con gli orari, chiedono distrattamente dei bambini, ma mai una volta hanno chiesto di me, di come mi sentivo e delle mie difficoltà. Quando ci si trova inoltre non accennano a voler stare con i bambini quindi ci separiamo perchè io devo giocare!
  • altre sonodonne in carriera che vedono con orrore quanto tempo spenda a fare altro. Non lo dicono, trovano anche carini i bambini, ma io sono svalutata. Non sono più all’altezza! io sono libera professionista e lavoro per progetti ed è possibile lavorare a distanza dandosi dei compiti e delle scadenze. Se rispetto la scadenza è perchè ovviamente io ho meno da fare di loro (ma davvero?!) e se non la rispetto è perchè sono una mamma inaffidabile che pensa solo ai figli.
  • ci sono le “figlie tradite” quelle per cui, mi sono accorta dopo, ero una sorta di mamma da cui andare a piangere e non avendo più tempo, non servivo più a niente.

beh questa non è necessariamente la realtà, ma quello che ho percepito io. chi è rimasto? quelle amiche che volevano dei figli e che hanno cercato di capire attraverso la mia esperienza come sarebbe stato, quelle conoscenze lontane che vedevo poco e non hanno risentito del cambiamento, ma soprattutto chi mi voleva bene e che ha continuato a volermi bene anche nel cambiamento!!

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