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Reale o virtuale: ha ancora senso?

Per noi genitori cresciuti in un mondo in cui il virtuale è stato accolto come un’entusiasmante novità da fantascienza incarnata è normale, quasi automatico pensare ad una rigida distinzione tra il reale e il virtuale. Ma uno dei punti di partenza per una buona educazione digitale dei nostri figli passa attraverso lo smantellamento di questa dicotomia.

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Cos’è Reale e cos’è virtuale? Si tratta di una distinzione ambientale, di fisicità? Allora ditemi ciò che dite ad un collega seduto di fronte a voi è più simile ad una eterea mail o a ciò che direste dentro il vostro letto? Mi direte: cambia il contesto!!

Certo l’ambiente sociale è fondamentale! Quindi non invito il collega a parlare di lavoro nel mio letto, ma può accadere che nell’intimità del letto io scriva un’importante comunicazione d’ufficio: e quindi la camera accogliente diventa uno sfondo virtuale alle reali parole di lavoro?

La pervasività e l’utilità dei mezzi tecnologici ( e anche la loro intrusione che siamo mail capaci di controllare) li ha resi ormai oggetti familiari e ha esteso la nostra sfera sociale al mondo dell’intangibile.Ma il flusso tra la Rete e il mondo fisico è continuo e inarrestabile e la distinzione che noi contribuiamo a riproporre ai nostri figli non esiste più!

Inviare foto, postare contenuto, esprimere opinioni, condividere informazioni personali sono azioni che tranquillamente svolgo nel mio angolo di mondo privato, con oggetti che sembrano un’estensione di me, ma che in realtà sono una porta verso il mondo.

Accogliamo la portata delle nostre azioni online, invece di sminuirla, invece di pensare che non ci ascolta nessuno o ci vede solo chi vogliamo noi! Il diritto all’oblio su Internet è ancora agli albori e la Rete non è nata per costruire delle comode nicchie, ma per aprirsi al mondo! Il Cyberplace inteso come insieme degli ambienti sociali, non è meno reale dei paesini descritti da Verga e come tale in esso guardiamo e siamo guardati, parliamo e siamo ascoltati, agiamo e godiamo delle conseguenze delle nostre azioni, dalla gioia di scartare l’ultimo acquisto online alla vergogna per aver inviato frettolosamente un messaggio alla persona sbagliata!