Mondo digitale

Nel web l’importante è che se ne parli?

Oscar Wilde diceva che non importa che si parli bene o male di me, ma è importante che se ne parli. Il web è un potentissimo amplificatore che ha scatenato un narcisismo (latente?) in moltissimi utenti per i quali è importante che si parli di sè. Quali sono gli strumenti per misurare questa popolarità? La visibilità è davvero paragonabile al successo della propria immagine?

parlare web

Queste sono le domande che oggi ci siamo posti al termine di un seminario universitario durante il quale gli studenti hanno cercato di analizzare e approfondire alcuni casi di crisi dell’immagini di community o personaggi pubblici. Ebbene non sempre l’alta visibilità è un bene: in alcuni casi la crisi è un’opportunità di essere visti, in altri è l’inizio di un periodo duro. cosa segna il confine?

Da un punto di vista tecnologico lo stesso Facebook ci dà delle indicazioni: le visualizzazioni valgono meno dei “mi piace” e questi valgono meno dei commenti e delle condivisioni. Cosa significa che valgono meno? Che pagine, commenti e utenti che non ricevono da noi risposte più significative non vengono visualizzate in alto nei nostri feed. Questa è una prima considerazione quantitativa.

Da un punto di vista qualitativo in aula ci siamo posti altre domande, tutte da verificare, ma che mi sembrano degli spunti interessanti. Quand’è che la visibilità diventa dannosa?

Una prima ipotesi è il tradimento di un valore o dell’immagine del personaggio. non si tratta di essere politically correct, ma di coerenza nei confronti del proprio messaggio. Anche personaggi controversi possono essere criticati quando il loro comportamento o un post risulta dissontante con quanto fatto in precedenza. In questo caso risulta fondamentale pensare che è la percezione del messaggio che la fa da padrone: posso scrivere il post migliore del mondo, ma se il pubblico fraintende è la sua visione che rischia di diventare virale, quindi: orecchie sempre aperte

Una seconda riflessione riguarda i brand individuali, cioè i personaggi. Molti di questi personaggi, soprattutto i blogger “nati dal nulla”, sono personaggi amati per la loro “realtà”. Sono vivi, sono concreti, sono simili, ma non uguale perchè hanno qualcosa in più che li rende desiderabili. Quando lo scivolone intacca l’aurea di inviolabilità diventa nocivo perchè mostra una vulerabilità e allora perchè seguire qualcuno come me?

Resta il fatto che il rapporto affettivo con un brand è la migliore protezione: perchè se ami qualcuno ne ami anche i difetti!