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A cosa serve la formazione? Poi non cambia nulla(!)(?)…

Questa domanda rappresenta lo scoglio più difficile per me che mi occupo di formazione.

Non è un dubbio, bensì un bagaglio pesantissimo nella mente di chi la pronuncia e rappresenta il non-moto, la volontà di non muoversi, aspettando che sia il mondo a cambiare attorno a loro.

La sfida, in aula, è quella di rimettere in circolo l’energia e la voglia di fare, non per l’azienda, non per i clienti, nemmeno per l’umanità, ma prima di tutto per se stessi. La formazione serve quando è applicabile (poco alla volta, ma in modo costante) a diversi aspetti della vita.

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Quando è il capo a mettersi di traverso?

Questo è quello che è successo settimana scorsa. Andiamo in azienda, entriamo in aula al mattino presto, dopo il traffico mattutino, piene di aspettative, competenze e caffeina e…. l’aula resta vuota! Dopo venti minuti di solitudine cerchiamo di fare luce sull’accaduto: il Quadro, responsabile di quel gruppo, si era dimenticato di segnare le date e avvisare i suoi collaboratori. Tralasciando il nostro cuore spezzato, ecco che davanti ai nostri occhi torna la domanda iniziale, sotto forma di affermazione. Quel vuoto era la rappresentazione piena dell’opinione del Quadro: il vostro intervento non serve a niente!

“E ora?” ci siamo chieste, ora ci sconteremo con la diffidenza del singolo amplificata dal vuoto dell’aula. Ecco cosa abbiamo deciso di fare?:

  1. siamo andate in ufficio a salutare i partecipanti che avremmo dovuto vedere in aula, con un bel sorriso e un post-it con le prossime date e anche l’offerta di un caffè,
  2. abbiamo riportato ai piani più alti l’accaduto, sottolineando la necessità di discutere di interventi collaterali (ad esempio sulla gestione degli spazi di incontro tra uffici, punto dolente di questa realtà) a supporto dell’intervento formativo.
  3. abbiamo speso la mattinata al bar a ripensare agli incontri successivi perchè fossero più centrati sui vantaggi e sulla crescita individuale.

Funzionerà? siamo fiduciose. Speriamo in una conclusione nella norma di questo gruppo anomalo, quando qualcuno ci avvicina timidamente e dice: “Ho provato a mettere in atto qualche consiglio. Ho visto che  e che non sarà facile, ma mi ha ridato la voglia di fare”.