psicologia e lavoro

A Settembre investo e ricomincio da me

Mi voglio formare, voglio investire su di me! Ma su quali skill puntare? Una risposta proviene dal World Economic Forum attraverso l’immagine in cui viene illustrata una sorta di classifica. Come sono cambiate le soft skill più apprezzate dal mondo del lavoro dal 2015 al prossimo 2020? Su cosa dobbiamo investire per migliorare quelle doti che in ogni ambito mi permetteranno di fare la differenza? Qui non si tratta di oscurare l’importanza delle competenze tecniche bensì di acquisire quella plasticità che facilita l’inserimento in nuove sfide lavorative e l’adattamento ad impieghi che devono ancora nascere ma che diventeranno fondamentali.

WEFsoft skill

Le soft skill sono le competenze che ciascuno di noi coltiva indipendentemente dalla tipologia di lavoro. La loro natura è, infatti, meno tecnica e più personale. Nelle competenze morbide troviamo infatti sia doti individuali legate a tecniche di ragionamento utilizzabili trasversalmente in molti contesti, sia le doti relazionali che concorrono a costruire un clima lavorativo positivo e produttivi in cui le persone si sostengono e non i temono a vicenda.

Nella nostra classifica sembrano farla da padrone soprattutto forme di ragionamento flessibili e adattabili: Il problem solving, pensiero critico, creatività e la “nuova” flessibilità cognitiva.  Da psicologa ritengo che sia una sfida davvero degna di questo nome per due motivi:

  • L’abuso degli inglesismi porta con sé molta confusione. Nei corsi di problem solving alla mia richiesta di definizione seguono interpretazioni davvero variegate.
  • Aumentare la flessibilità significa imparare ad usare il cervello e il ragionamento costringendolo ad abbandonare le vie di pensiero note e sicure (cioè proprio quello che ha permesso al nostro cervello di prosperare) e questo a patto di conoscerci approfonditamente prima di iniziare.

Quindi cominciamo con il capire come ragioniamo!