combatti ansia e stress

Famiglia in crisi o è solo un momento di passaggio!

Una famiglia in crisi! Una brutta frase da sentire e leggere che si trova spesso nella cronaca. Eppure la crisi familiare a volte è solo un momento di passaggio causato da cambiamenti fisiologici! Allora perché li viviamo male? Beh una possibile risposta è perché generano stress, cioè vanno ad intaccare quell’equilibrio che la famiglia come “organismo” ha creato e che è fatto di ruoli taciti, regole condivise e aspettative.

Pensate solo all’adolescenza: uno dei membri della famiglia cessa di rispettare il suo ruolo di bambino e accampa pretese da adulto. Se non è una crisi questa che getta nello scompiglio genitori e anche gli stessi figli che non sanno più cosa aspettarsi gli uni dagli altri. Non possiamo certo pensare che si tratti di un evento negativo o da evitare. Di certo è un cambiamento difficile, ma che va affrontato!!

 

Una crisi familiare può essere letta come un momento di rottura di schemi prefissati, ma come uscire indenni dalla tempesta? Accettare un cambiamento e costituire un nuovo equilibrio non è un compito banale, ma piuttosto un insieme di passaggi:

  • Vivere giorno per giorno senza restare attaccati a ciò che è stato fino ad ora
  • Cogliere le buone novità per non “tenere duro” troppo a lungo generando un logoramento affettivo
  • Mettere in gioco nuove risorse.

Eh già perché la crisi si supera quando la famiglia prende atto di essa e della necessità di comportarsi diversamente.  Concretamente questo significa:

  1. Dare un nome alla difficoltà e non cercare un colpevole: non è l’adolescente che è fuori di testa, ma c’è una difficoltà a comprendersi
  2. Avvalorare le risorse interne: dare nuove responsabilità affini e assecondare (per quanto possibile) le prove che l’adolescente sta facendo su se stesso evitando il “muro contro muro”
  3. Attivare risorse ambientali esterne: cercare una figura adulta di fiducia con cui il ragazzo possa parlare senza entrare nei normali conflitti con i genitori.

 

Quindi attivatevi che dalla tempesta possono nascere risvolti inaspettati!

 

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Come ottimizzare il tuo tempo?

Nella nostra vita lavorativa e sociale “Ottimizzare” è diventata una parola chiave, anche se a volte non viene usata e intesa nel migliore dei modi. Ottimizzare non significa riempire il proprio tempo fin nel minino dettaglio, evitando di prendersi delle pause con la paura di avere dei buchi “vuoti”. Questo è il caso delle persone che sui social pervadono la loro immagine di impegni e attività che li vedono sopraffatti! No, questo è disperdere le proprie energie senza godersi il tempo!
Ottimizzare per me significa avere la capacità di perseguire i propri obiettivi senza pensare sempre alla mossa successiva, ma godendosi il percorso di un lavoro e di un’attività. Cosa c’entra questo discorso strampalato con la gestione del tempo, direte voi.
In una visione come la prima la gestione del tempo si affida a quelle tecniche che puntuali che prevedono una programmazione puntuale e precisa delle attività.

GEst

Il macro-obiettivo mensile (ovviamente ce ne possono essere diversi in un mese) viene scomposto in sottobiettivi settimanali, questi a loro volta sono scomposti in giornate e poi, per i più puntigliosi, si arriva a programmare anche il singolo giorno nel dettaglio. Per alcune persone si tratta di un programma rassicurante, ma credo che, soprattutto per i liberi professionisti che spesso sono costretti a seguire un intero progetto dall’inizio alla fine con sorprese ad ogni angolo può risultare eccessivamente costrittivo.
Ecco allora che ad una programmazione “in profondità”, vi propongo una gestione del tempo focus-oriented, cioè orientata alla diversificazione degli obiettivi e dell’importanza delle attività. Ogni giornata può essere scomposta in diverse tipologie di attività tutte compresenti, anche se al momento specifico ancora non si conoscono nel dettaglio:
• I compiti in scadenza che necessitano della nostra piena attenzione
• Le comunicazioni (mail, telefonate, messaggi, ecc.) che possono essere contenute in una fascia temporale precisa in modo da non frammentare eccessivamente le attività e la concentrazione
• Le incombenze poco importanti e a lungo periodo che potrebbero essere delegate, quando possibile
• Le attività già presenti in agenda e a lungo termine che possono essere programmate in modo tale da non arrivare a un passo dalla scadenza.
Non vi ho convinto? Vi lascio un planner da compilare non giornalmente, ma al mutare delle rilevanza dei compiti.
C’è anche un piccolo regalo …. uno spazio dedicato ai sogni se proprio non riuscite a stare senza fare nulla!

Focus oriented planner
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I Bambini e le loro sfide

L’infanzia è il momento dell’apprendimento per eccellenza: il bambino raccoglie ogni giorno delle sfide e con ostinazione cerca di imparare cose nuove. Il metodo per eccellenza è quello per tentativi ed errori: cioè provo una strada e se si rivela sbagliata se ne cerca un’altra. Pensiamo che per i bambini sia un processo semplice, eppure molti bambini oggi sono stressati e spaventati dalla possibilità di non farcela.

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Lo stile genitoriale è sicuramente uno dei fattori che incidono su questa “debolezza”, ma è anche il modo più rapido e potente per cambiare la situazione.

I genitori di oggi sono anche chiamati genitori “elicottero”: madri e padri attenti che vigilano sui propri figli e sulle loro attività (spesso il controllo si sostituisce all’attività con loro) per evitare che qualcosa vada storto. Questo atteggiamento però può andare ben oltre la protezione.

  • Un bambino che non è mai caduto non saprà mai che il dolore per un ginocchio sbucciato passa velocemente
  • Un bambino che non si è mai graffiato non sa che il sangue si ferma
  • Un bambino che non ha mai detto alla maestra “ho dimenticato il quaderno a casa e non ho potuto farei compiti” non saprà mai che una dimenticanza ci aiuta a ricordare la volta e successiva
  • Un bambino che non viene messo di fronte alle conseguenze delle proprie azioni non ne diventerà mai responsabile.

Lasciare che i figli affrontino le loro sfide da soli, standogli accanto, senza sostituirsi a loro, è un percorso difficile per un genitore, ma è l’unico modo per fornire ai bambini gli strumenti per affrontare la vita da adulto.

Cosa succederà quando da adulto dovrà affrontare una delusione lavorativa e non ha mai compreso che un fallimento per quanto triste è un momento che può essere superato? Molti genitori pensano che i bambini siano piccoli per affrontare la frustrazione, ma non c’è un’età per cominciare ad affrontare la sfide, ci sono solo sfide appropriate all’età del bambino.

Insegnare che la frustrazione, la fatica e gli errori sono parte della nostra quotidianità significa crescere bambini forti e pronti alle sfide dell’età adulta! Allora qual è la formula “magica”?

FIDATI DI TUO FIGLIO E DAGLI IL TEMPO DI CUI LUI HA BISOGNO PER SUPERARE LA SUA SFIDA!

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Genitori stressati: le aspettative

Essere genitori è un compito impegnativo ed essere genitori stressati non è una novità, nè una rarità. Lo stress è una risposta utile dell’organismo che ci attiva durante le sfide e ci aiuta ad essere più veloci a reagire alle avversità. Ma perchè allora è un male essere stressati, quando da supporto diventa ostacolo insormontabile?

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  • quando ci blocca invece di attivarci
  • quando boccia tutte le possibili soluzioni invece di farci intraprendere nuove strade
  • quando ci induce a pretendere che sia gli altri o l’intero mondo a cambiare invece di agevolare un adattamento alle nuove condizioni.

Per i genitori adattarsi e cambiare la propria strategia è FONDAMENTALE, perchè hanno a che fare con individui in continuo cambiamento. Uno degli ostacoli a questo adattamento sono le aspettative.

Ogni genitore coltiva delle aspettative sul proprio figlio a partire da come lo si sognava prima ancora che nascesse, per procedere poi su aspetti più volatili e meno controllabili: gli amici, lo sport, le doti scolastiche o sociali, il futuro professionale, ecc.. Avere delle aspettative possono essere uno sprone per il miglioramento, ma a volte, come lo stress, diventano un ostacolo per i figli e una fonte di frustrazione per i genitori.

Si tratta di aspettative che bloccano, che giudicano, che ci impediscono di adattarci a nostro figlio e di adattarci a chi è per convogliare la realtà attorno ai nostri desideri piuttosto che il contrario.

La maggior parte di queste aspettative nascono dal confronto delle esperienze attuali con l’infanzia, le sfide e le prospettive del genitore stesso! Il ricordo del dolore provato quando da adolescenti ci siamo sentiti esclusi dal gruppo porta l’adulto a non voler sopportare lo stesso dolore nel figlio e a spingere per un comportamento “più vincente” in cui il dolore viene superato felicemente.

Questo genere di aspettative allontanano genitori e figli che dialogano su livelli differenti e impediscono al figlio di riconoscersi e di essere riconosciuto per quello che è!

Come uscire dall’empasse?

Ti ho preparato questo piccolo schema da compilare in un momento di calma che ti aiuti a riflettere su chi eri e chi è tuo figlio e a distinguere un rimpianto da una reale e fruttuosa aspettativa. Ti sembra difficile da compilare? Fatti aiutare!

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I buoni propositi

Ecco un argomento in linea con il periodo: i buoni propositi per l’anno nuovo. I momenti di passaggio possono diventare facilmente  punti per fermarsi a riflettere e fare della considerazioni su come vorremmo cambiare aspetti di noi o della nostra vita che non ci piacciono particolarmente.

buoni propositi

Eppure sebbene per molti siano motivo di entusiasmo e di rinnovato entusiasmo i buoni propositi sono oggetti di battute e scherzi perchè non si portano a compimento. Questo atteggiamento (ancora prima di cominciare) può generare indolenza o anche ansia nei confronti di un “vorrei, ma non posso..”.

Ma perchè i buoni propositi sono così difficili da portare a compimento, perchè diventano altra fonte di stress e soprattutto ci portano a pensare che proprio non ce la facciamo?? Allora il 2016 iniziamolo davvero con qualcosa di diverso con una piccola guida alla Motivazione, perchè per cambiare bisogna essere motivati e per evitare di perdersi per strada occorre pianificarla in modo strategico.

Leggete la mia piccola guida su Crescita Personale e non avrete più bisogno del Lupo 😉