TechnoStress: Developing a Health Techno-Family System – ovvero tecnostress in famiglia

TechnoStress: Developing a Health Techno-Family System.

Il Tecnostress, ovvero lo stress causato dall’uso insano delle nuove tecnologie, è un concetto che è stato introdotto ormai da lungo tempo da Craig Brod.

Il termine è rimasto attivo e conosciuto soprattutto in ambito lavorativo; lo si intuisce dalla sua definizione in cui rientra l’ansia non solo per l’uso intensivo, ma perchè questo viene richiesto “dall’alto” e anche perchè un possibile ricambio a velocità sostenuta delle nuove tecnologie in uso causerebbe problemi nell’adattamento.

Un altro sistema sociale oggi si ritrova scoperto nell’adattamento all’invasione delle Nuove Tecnologie, ed è la famiglia. Un sistema dove le innovazioni tecnologiche causano ansia da prestazione, conflitti tra ruoli (i genitori non sempre sono gli esperti) e confusione nelle regole d’uso.

I genitori sono alla ricerca di qualche soluzione al problema, ma la ricerca non è ancora giunta ad una soluzione, basti leggere questo link che rimanda ad un sito di esperti. Il problema viene ridotto a una serie di punti critici che poco evidenziano il ruolo dell’educazione nello sviluppo del tecnostress.

Resta comunque un buon punto di partenza, buona lettura!!

Sono diventata mamma! Riflessioni di una mamma ricercatrice

Gentili lettori e lettrici, apro questa pagina nella speranza di aprire un dialogo su un tema che mi sta molto a cuore. Qualche mese fa ho portato queste riflessioni, contenute nella dispensa scaricabile, ad un incontro organizzato con il mio comune e spero di poter coinvolgere più mamme per capire cosa ci stia accadendo.

Un pò di tempo fa avevo scritto un post sui cambiamenti del cervello dopo la maternità prendendo spunto dalla lettura di un libro molto interessante che presentava una sorta di excursus storico sulle ricerche di questo tipo. Ciò che ne emergeva era un’immagine davvero negativa della donna emersa negli anni ’70 (anni durante i quali si parlava una morte cerebrale post partum) ad una ripresa e rivalutazione dei cambiamenti della donna nelle ricerche più recenti. Insomma care mamme, non siamo morte, semplicemente (come molte di noi si sono accorte da subito) tutta la vita è stata rivoluzionata e con essa anche il nostro cervello. Le risorse attentive, la memoria e gli stessi sensi non sono decaduti, in alcuni casi sono anche acuiti, ma semplicemente il loro obiettivo è cambiato. Tutto il nostro essere è in allerta per il piccolo nato e quindi:

dimentichiamo appuntamenti perchè dobbiamo ricordarci quando allattare, cambiare, mettere la crema, dare vitamine, ecc……..

non ascoltiamo perchè abbiamo l’orecchio teso alla ricezione del pianto del nostro bambino (che svegliandosi ovviamente riduce la nostra libertà)

non prestiamo attenzione alla realtà che ci circonda perchè stiamo cercando di decodificare il messaggio di una bambino che non sa parlare.

Gli esempi sono molti e ognuna di noi ne sperimenta a bizzeffe. Ciò che come ricercatrice di psicologia sociale mi incuriosisce, però, non sono solo i cambiamenti cerebrali, ma anche e soprattutto quelli sociali. La ricerca ci viene nuovamente in aiuto proponendoci nuovi cambiamenti. I principali:

– con nostra madre che diventa un punto di paragone (in positivo o in negativo),

-con le altre madri che possono essere un grande supporto quando ci rimandano un’immagine vicina a noi e veritiera (nel mio caso una mamma che ci prova, tante volte sbaglia, a volte ne combina una giusta) o ci affossano quando sembrano sempre felici e controllate,

-con il partner che diventa anche padre e per queste sue capacità aumenta o perde in attrazione ai nostri occhi.

In tutto questo discorso mi sembra manchi qualcosa di importante, gli amici o le amiche. Quelle persone con cui dividevamo tempo, sogni, vacanze e attività prima. e poi? cosa è successo? Ecco di questi cambiamenti si parla poco, a parte sottolineare come molti amici vengano persi, ma in che modo?

Vi propongo un gioco se vi va di partecipare: ripensate al vostro Addio al nubilato o al vostro ultimo compleanno da non mamma se non siete sposate. Chi vi ha partecipato? Chi parteciperebbe oggi? In che modo sono cambiati i rapporti?

Vi racconto il mio: al mio addio al nubilato c’erano solo amiche senza figli perchè sono stata la prima a riprodurmi, e tra tutte quelle che ho invitato solo 3/4 persone parteciperebbero ancora. è vero che le vere amiche sono poche, ma perchè anche quelle persone con cui passavo molto tempo non si vedono più.Ecco il risultato delle mie profonde riflessioni:

  • alcune volevano essere mamme, ma non lo sono diventate. è diventato difficile parlare con loro perchè hanno rifiutato di essere coinvolte in qualunque attività o conversazione che riguardasse bambini. se ci si trova, non fanno nessuno sforzo per venirmi incontro con gli orari, chiedono distrattamente dei bambini, ma mai una volta hanno chiesto di me, di come mi sentivo e delle mie difficoltà. Quando ci si trova inoltre non accennano a voler stare con i bambini quindi ci separiamo perchè io devo giocare!
  • altre sono donne in carriera che vedono con orrore quanto tempo spenda a fare altro. Non lo dicono, trovano anche carini i bambini, ma io sono svalutata. Non sono più all’altezza! io sono libera professionista e lavoro per progetti ed è possibile lavorare a distanza dandosi dei compiti e delle scadenze. Se rispetto la scadenza è perchè ovviamente io ho meno da fare di loro (ma davvero?!) e se non la rispetto è perchè sono una mamma inaffidabile che pensa solo ai figli.
  • ci sono le “figlie tradite” quelle per cui, mi sono accorta dopo, ero una sorta di mamma da cui andare a piangere e non avendo più tempo, non servivo più a niente.

beh questa non è necessariamente la realtà, ma quello che ho percepito io. chi è rimasto? quelle amiche che volevano dei figli e che hanno cercato di capire attraverso la mia esperienza come sarebbe stato, quelle conoscenze lontane che vedevo poco e non hanno risentito del cambiamento, ma soprattutto chi mi voleva bene e che ha continuato a volermi bene anche nel cambiamento!!

Spero di non avervi annoiate troppo, ma se vi va condividete con me la vos

L’analisi della letteratura

analisi letteratura

Breve post sull’analisi della letteratura a seguito di una cortese richiesta di un lettore!

L’analisi della letteratura è un passaggio fondamentale per la ricerca, ma anche uno dei momenti cruciali per uno studente che stia preparando una tesi. Spesso viene confusa con una mera raccolta di informazioni, ma è qualcosa di più: si tratta sempre di una ricerca guidata da un interrogativo preciso riguardo un argomento di interesse e che al suo termine dovrebbe dare delle risposte. sia in caso di un’analisi che termini con una ricerca empirica, sia che si cerchi di fare un pò il punto della situazione su ciò che la comunità scientifica ha prodotto in termini di conoscenza, l’analisi della letteratura resta un percorso di interpretazione dei risultati.

Per capire come condurre un’analisi della letteratura occorre distinguere 3 livelli:

1- individuare una domanda di ricerca, cioè definire l’argomento su cui indagare, andando a definirlo in modo sempre più preciso come se si stesse procedendo “ad imbuto”. Quindi se vogliamo capire cosa si dice adesso della metodologia, occorre capire di che tipo di metodologia vogliamo parlare, se ci interessano degli ambiti particolari, se vogliamo soffermarci su aspetti epistemologici o pratici e così via. Ovviamente la domanda si affina man mano che si procede nella ricerca, anche perchè potremmo trovare qualcosa di inaspettato.

2- leggere e comprendere ogni singolo articolo, nelle sue parti e conclusioni, come illustrato della guida alla lettura dell’articolo scientifico

3- a livello pratico un possibile percorso di approfondimento può partire da un libro o un articolo o una ricerca per parole chiave sulle banche dati internazionali. Una volta letti i primi articoli io consiglio di costruire una mappa mentale in cui si definiscono le varie parti che compongono il nostro argomento di ricerca, anche per avere in un sol colpo d’occhio i risultati della nostra ricerca e la direzione che sta prendendo. Per approfondire l’argomento è possibile:

– cercare tutti gli articoli scritti dagli autori che abbiamo ritenuto i più interessanti e che probabilmente hanno scritto di più sull’argomento

– cercare nella bibliografia degli articoli che ci sono piaciuti tutte le fonti che l’autore ha letto a sua volta

– cercare i proceedings delle conferenze che trattano l’argomento in questione.

attraverso questo percorso arriviamo a comprendere meglio i risultati in merito a ciò che vogliamo indagare, in modo più preciso e interpretando i risultati ottenuti.