La seconda ondata è arrivata? C’è chi ha paura e chi in modo disinvolto affronta la nuova crescita dei contagi.  La paura del Covid-19 non colpisce tutti, ma allora chi è più vulnerabile?

A Settembre 2020 Euromedia Research ha svolto una ricerca per Italpress intervistando 1000 italiani al fine di capire in che modo la pandemia stia influenzando le emozioni degli italiani. Cosa emerge dalla ricerca?

  • Il 70 % ammette di avere ancora paura
  • La paura aumenta tra le donne e con l’avanzare dell’età (si passa dal 62% dei ventenni al 75,6% degli ultrasessantenni.
  • Le regioni del sud e le isole vedono una percentuale maggiore di timori (forse perché la prima ondata li ha parzialmente risparmiati).
  • Oltre l’80% degli intervistati ammette di aver modificato le proprie abitudini (dall’igiene alle attività fuori casa) per aumentare la cautela e vivere più serenamente

 

Addio spensieratezza, benvenuto autunno

Eppure in estate sembravamo tutti più rilassati e comunque, nonostante i dati del sondaggio (che comunque riguardano un scelto gruppo di 1000 connazionali) parlando con amici e conoscenti è facile percepire una vastissima varietà nelle reazioni emotive al virus: e noi siamo nel mezzo, a metà strada tra il panico e il negazionismo.

Perché ha tanta paura?

E quando è qualcuno che amiamo ad essere spaventato? Come reagire all’angoscia che vediamo nelle scelte, nei volti e nelle privazioni di chi ci sta a cuore? La risposta risiede nella natura stessa della paura, reazione emotiva primaria, vitale, fondamentale per l’uomo, ma tanto allontanata dalla nostra vita.

La paura nasce dal desiderio di essere invulnerabili ai pericoli della vita, soprattutto quelli che imprevedibili. Il senso di vulnerabilità è strettamente individuale e nasce da una percezione. Ciò significa che uno stesso evento è sottoposto ad una serie di valutazioni che sono diverse da individuo ad individuo.

Mi spiego meglio: il pericolo è ciò che mette a rischio la nostra incolumità, il pauroso è il risultato della valutazione di un evento che forse è un pericolo e forse non lo è.

 

 

 

A ciascuno la sua paura

Come si vede dall’immagine la paura scatta quindi quando ci sentiamo vulnerabili rispetto ad un evento che per noi è:

  • Sconosciuto
  • Improvviso
  • Imprevedibile
  • Al di fuori della mia portata, cioè

Torniamo quindi al dubbio iniziale: che fare quando è qualcuno che amiamo a risentire della paura del Covid-19. La risposta non è minimizzare il pericolo, ma farlo sentire meno vulnerabile!

 

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