In questo momento di profonda incertezza su quello che accadrà nel prossimo futuro lo stress aumenta e aumenta anche la nostra sete di rassicurazioni. Questo ci induce alla ricerca forsennata di informazioni di vario genere anche se, forse è solo un’impressione, è aumentata la necessità e la volontà di approcciarci alla scienza.

Lo stress è una risposta aspecifica ad una situazione in cui le richieste e i compiti esterni sono o ci sembrano aldilà della nostra portata. Oggi lo stress nasce non tanto da questa valutazione, ma dalla stessa impossibilità di farla e quindi la ricerca delle informazioni  ha una duplice importanza:

  • placa l’incertezza
  • mi permette di capire se il futuro sia alla mia portata!

Nel momento acuto della crisi la scienza è tornata ad essere la fonte delle nostre risposte, ma oggi forse il linguaggio scientifico non ha dato quella rassicurazione di cui abbiamo disperatamente bisogno!

Pensiero magico e pensiero scientifico!

Il pensiero magico è una modalità di ragionamento tipica dell’infanzia. Si tratta di un pensiero che si caratterizza per:

  • onnipotenza (tutto si può fare per il bambino)
  • immediatezza
  • certezza al 100%.

Tutto si può fare in un secondo e sarà perfetto così come lo vogliamo, senza limiti dovuti alle leggi della natura!

Non vi sembra rassicurante? Un ragionamento che ci dice in poco tempo cosa accadrà con certezza!? Il pensiero magico non scompare mai e in situazioni di stress può farsi sentire nuovamente.

Il pensiero scientifico, cioè il modo otteniamo informazioni sulla base del pensiero scientifico che ci ha permesso di andare avanti con le scoperte e con le comodità di cui godiamo si basa su principi molto diversi:

  • ci vuole tanto tempo per ottenere delle informazioni valide (i tempi di un vaccino per il SARS_COV2)
  • le informazioni ottenute non sono certe al 100%, sebbene abbiano un alto grado di probabilità
  • è in continua evoluzione e quindi procede per conferme e disconferme.

Allora, chi ci rassicura?

Detto questo, può sembrare più comprensibile il motivo per cui è molto più facile e preferibile ascoltare un santone o un “esperto” di turno che parla con toni certi, fermi, irremovibili e che in qualche modo si dimostra certo di cosa accadrà nel futuro. E se in tempi non sospetti non gli avremmo dato attenzione, oggi che le nostre risorse psicologiche sono messe a dura prova la tentazione di ricadere nel pensiero magico è forte.

Ma che prezzo può avere questa falsa rassicurazione? Io vi lascio con le domande che mi costringo a farmi nella testa quando cado in tentazione:

  • cosa ci guadagna lui/lei a fare una previsione?
  • quando nel corso della storia è stato possibile fare previsioni così accurate del futuro?
  • quando sono stata capace di fare previsioni in situazioni più semplici? quando ho fatto previsioni e ho sbagliato?
  • Invece di pensare a cosa farò il prossimo mese cosa devo fare oggi? cosa è alla mia portata oggi?

Io mi ritengo fortunata perchè il grande amore per la scienza e la confutazione mi sostiene, ma nel mondo dell’informazione la luna di miele con la scienza è già finita?