Cos’è il Minimalismo Digitale? Secondo Cal Newport, autore del volume omonimo, si tratta di una filosofia di vita/uso consapevole delle Nuove Tecnologie che mettano di nuovo al centro (finalmente) l’utilizzatore e non gli interessi aziendali. Non è un appello al ritorno al passato, bensì uno sguardo fiducioso al futuro in cui l’individuo non abbia più paura di passare qualche minuto in silenzio, che veda nelle app degli strumenti utili e non dei riempitivi. Un libro non per tutti, ma che spero lo diventerà!

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Quando ho visto queste parole nel titolo in un libro sopra un affollato ripiano di libreria non ho potuto fermare la mia mano e l’ho afferrato. Non so voi, ma da un pò di tempo comincio a sentirmi infastidita dalla costante presenza del cellulare. La sua insistenza sia nel darmi degli aggiornamenti, sia nel utilizzarlo per qualunque cosa. Avevo già iniziato a darmi delle regole che, come in molti altri momenti della vita, mi hanno resa strana agli occhi degli altri (spegnere il cellulare verso le 21.00 o comunque lasciarlo dove non lo sento più, togliere più applicazioni possibili, accedere ai social tramite web, anche da cellulare, costringermi a tenerlo in borsa durante le cene fuori, ecc.) e quindi questo libro mi ha dato la piacevole sensazione di non essere sola!

Quali sono i punti focali di questo libro? Ne enuncio un paio che per me sono stati spunto di riflessione: la logica d’uso e il programma!

La logica d’uso fa riferimento alla riflessione dell’autore su come utilizziamo app, smartphone e simili rispondendo alle logiche proposte da chi le mette in commercio invece di pensare a quanto siano davvero utili. Quando sono in aula e palo di emozioni dico sempre a chi mi ascolta che le emozioni se non le riconosco e non le affronto non è che le depotenzio, bensì offro loro l’opportunità di continuare a lavorare a mia insaputa e le subisco. Ecco, questo è quanto accade oggi con le Nuove Tecnologie; si stratta di ambienti e strumenti che solleticano dei bisogni primari di attenzione e riconoscimento sociale che ci vengono centellinati in modo da “costringerci” a restare incollati allo schermo. Quante volte postando una foto controlliamo in modo continuo gli aggiornamenti per essere certi di essere piaciuti! Ricevere consensi è piacevole, è inutile negarlo, ma vivere giornate senza godersele con il pensiero di postarle perchè gli altri le approvino è davvero un impoverimento delle nostre esperienze che non sono più un bagaglio personale, ma una vetrina per gli altri. Ti chiedo però di riflettere alla facilità con cui distribuiamo assensi, consensi e like ai contenuti altrui, se davvero si tratta di un gesto profondo o di un semplice pro-forma: quindi, il consenso che riceviamo dagli altri che senso ha?

Il secondo aspetto che vi propongo è il programma. Intelligentemente Cal Newport propone un percorso suddiviso in due fasi che però ciascuno di noi deve modellare su di se. La prima fase consiste nel disintossicarsi: qui ci vuole un momento di coraggio, soprattutto per coloro che fanno fatica a staccare gli occhi dallo schermo o a spegnere il cellulare. Non si tratta di un’esagerazione, dato che aumentano i casi di nomofobia, una vera propria fobia che si scatena alla sola idea di restare senza connessione. Dunque in questo passaggio si tratta di cominciare a eliminare applicazioni e notifiche dal cellulare e di cercare di usare questi strumenti accedendovi dal solo schermo, se non si riesce ad eliminarli del tutto. Questo periodo di astinenza dovrebbe durare un mesetto perchè bisogna resistere alle prima due settimane che potrebbero causare del disagio. Il consiglio: prima di effettuare questo esperimento riprendete in mano un vecchio hobby o anche uno nuovo che vi aiuti a non ricadere nelle dannose abitudini. Ovviamente se si lavora a distanza e ti servono le mail non vanno eliminate le app di posta elettronica, ma i social possono essere facilmente rimpiazzate da altre forme di comunicazione (come una vetusta telefonata) che magari ci fa riscoprire poche relazioni, ma buone!

Dopo il primo mese, quando abbiamo acquisito una nuova prospettiva d’uso e abbiamo compreso le conseguenze (permettetemi di dire che sono minime) di questa scelta sulla qualità della nostra vita, sociale e non solo, si passa a capire cosa e come continuare ad usare questi strumenti, magari dandoci delle regole: guardare i social solo in un momento della giornata e per un periodo di tempo preciso!

Se questa breve presentazione non vi ha spaventato, non vi ha fatto ridere, non vi ha fatto pensare che sia banale perchè il mondo è altro, allora vi consiglio di approfondire scrivendomi o leggendo questo splendido libro. Progredire non significa abbandonare i progressi tecnologici, ma usarli consapevolmente!

Cal Newport, 2019. “Minimalismo Digitale. rimettere a fuoco la propria vita in un modo di distrazioni”. ROI Edizioni.