L’importanza del controllo nel metodo scientifico

Uno degli aspetti centrali del metodo scientifico, .almeno per me forse perchè rappresenta una sfida dato il mio carattere, risiede nel controllo.

Per uno psicologo la parola “controllo” fa scattare molti significati, alcuni alla base di difficoltà importanti, ma in questo caso rappresenta una vera ancora di salvezza per più di un motivo.

controllo

Il controllo scientifico, i metodi e le tecniche attraverso cui controlliamo i dati, le procedure, i risultati e la comunicazioni degli stessi ci permette:

  • di restare umili, cioè di pensare sempre che l’errore è dietro l’angolo e che il ricercatore per primo deve mettere in discussione i propri passaggi e controllarli senza darli per scontati.
  • ci permette di dare il nostro contributo alla ricerca anche da lettori. Il controllo da parte della comunità scientifica non è un attacco alla persona (come molti presunti scienziati autori di dubbie ricerche comunicano risentiti dalle critiche dei colleghi), bensì è il modo attraverso cui si progredisce. Uno scienziato predilige un aspetto, uno ne predilige un altro e dalla parzialità delle loro osservazioni si arriva per gradi ad uno sguardo più completo. La correzione di un errore diventa spunto per un altro che lo potrà correggere. Certo, a nessuno piace essere corretto, ma bisogna accettarlo quando la critica è corretta; se non lo accetta l’individuo, grazie ad una corretta comunicazione scientifica, potrà accettarlo la comunità scientifica portando avanti la conoscenza.
  • il controllo è anche il modo per risolvere da soli il proprio errore più velocemente. Grazie ad una procedura che individua puntualmente passaggi e procedure, sarà più semplice ripercorrere i propri passi e correggersi.
  • Il controllo sperimentale, seppure noioso, da secchioni e lento e puntuale (o forse proprio grazie a questo) è proprio ciò che in questo momento della storia, caratterizzato da velocità e superficialità, ci permette di distinguere l’informazione consistente da quella inconsistente.

Personalmente tutto ciò che, in termini di conoscenza, si basa su parole pompose dietro cui non c’è una procedura, non c’è una serie di passaggi di controllo sperimentale costituiscono una comunicazione scadente. Non necessariamente si tratta di falsità, ma di materiale di cui non si può discutere, non si può verificare e quindi non può essere sottoposta a un controllo. Questo genere di informazioni, per me, rientrano nel campo della fede, non della scienza.

Ci devo credere o lo posso capire? questa è la domanda dietro le noiose procedure sperimentali e di controllo? Chi scrive vuole che io creda o comprenda?  Non è questione di cattiveria, ma solo di consistenza!!

Per Farmi capire meglio, vi racconto un episodio che mi riportò mia figlia quando aveva 4 anni ed era la secondo anno della scuola dell’infanzia. Un giorno venne a casa dicendo che una delle sue compagne era un genio della matematica! Incuriosita chiesi in che modo fosse giunta a questa conclusione e mi disse: Mamma, a turno le abbiamo dato dei numeri a caso e le chiedevamo quanto fa 5+9 o 12456+873, e lei riusciva sempre a dare una risposta”. Quel giorno cercai di dare a mia figlia la prima lezione sul controllo pur dovendo spegnere quel lampo di eccitazione dai suoi splendidi occhi. Le chiesi se c’era la maestra ad ascoltarli e risposte di no. A quel punto la incalzai: “ma se nessuna di voi sa contare, come potete essere sicure che i suoi calcoli fossero esatti. Ti poteva dire qualunque cosa e per il semplice fatto che lei rispondeva sicura tu le avresti creduto”.

Lo sbaglio di mia figlia mi ha rivelato un’ingenuità che abbiamo anche da adulti, sostituire un processo difficile e lungo come il controllo con la fiducia in qualcuno, perchè è più semplice credere:

  • credere che la sua sicurezza sia esperienza (mentre uno scienziato è sempre cauto e controllato)
  • credere che quelle parole si reggano da sole (mentre uno scienziato perde un sacco di tempo a restringere il senso delle sue parole)
  • credere che in pochi secondi io possa fare a meno di anni di studio e capire che quel risultato è esatto pur non sapendo contare!

Cosa non dire all’esame di metodologia

Volete un’indicazione su cosa non dire mai ad un’esame di metodologia della ricerca? O avere un’idea di cosa sia un atteggiamento non scientifico?

Meglio ancora…volete vedere come sia facile per individui non allenati a pensare in modo scientifico a prendere il metodo scientifico e farne scempio, usarlo per confermare un’ipotesi e buttarlo via quando non ti dà i risultati sperati.

Certo è frustrante quando dopo tanto lavoro non arrivi a confermare la tua ipotesi, ma dovremmo sempre cercare di accettare ciò che la scienza ci propone come risultato. Leggete questo bellissimo articolo sulla sindone, su come  invece di arrivare alla verità (la veridicità della sindone non ha nulla a che vedere con il sentimento religioso) si tenta in tutti i modi di glorificare la scienza quando asseconda le ipotesi e ridicolizzarla quando non serve in un andamento tanto altalenante quanto ridicolo.

 

Buona Lettura

http://smarcell1961.blogspot.it/2016/06/la-sindone-prova-di-scienza-solo-quando.html