combatti ansia e stress

Come ti bloccano i pensieri ansiosi?

Una delle difficoltà maggiori che incontriamo durante i corsi di formazione sulla gestione dello stress e dell’ansia, è passare il concetto che il cambiamento deve partire da noi!

Nello specifico quando la causa dello stress viene identificata in una persona (che ovviamente ha torto perchè noi siamo nel giusto) la soluzione è solo una: loro sbagliano, loro cambiano! Purtroppo però, sia che siamo nel torto, sia che siamo nella ragione, è abbastanza inutile aspettare che gli altri cambino perchè glielo diciamo noi: nessuno cambia perchè lo desidera un’altra persona, ogni cambiamento è faticoso e quindi è intrapreso quando se ne è personalmente convinti.

A questo punto sorgono i problemi: ma perchè devo cambiare se ho ragione?

1- perchè introdurre un cambiamento in una relazione porta, in tempi più o meno lunghi, l’altro ad adeguarsi al cambiamento in qualche modo.

2- perchè continuare ad arrovellarsi con pensieri ansiosi non giova alla nostra salute, nè alle nostre performance. Tanto più siamo presi dallo stress di riuscire in un’impresa impossibile (aspettare che l’altro cambi magicamente) che sprechiamo tante risorse attentive.

Quindi il cambiamento è a favore di chi è stressato, non della fonte dello stress che così non deve cambiare! ecco, direi che questo è il punto critico che molti fanno fatica ad accettare. E quindi provo a spiegare in che modo ci danneggiano i pensieri ansiosi.

Il pendolo newtoniano è un’applicazione del principio della conservazione della quantità di moto, per chi non lo conoscesse il link associato all’immagine vi farà vedere un breve video.

pendolostress

Dunque immaginiamo:

  • l’insieme delle sfere rappresentano la nostra capacità cognitiva, i nostri pensieri,
  • le sfere alle estremità costituiscono i nostri pensieri ansiosi,
  • le sfere interne sono gli altri pensieri che quotidianamente gestiamo per tutte le nostre attività,
  • la quantità di moto rappresenta le nostre capacità attentive che non sono infinite, ma ne possediamo una certa quantità.

Quando mettiamo in moto il pendolo e quindi diamo energia al sistema che succede? esattamente quello che accade nella nostra testa quando siamo in preda all’ansia: tutta l’energia fluisce dai pensieri costruttivi per “muovere” solo i pensieri ansiosi che non fanno altro che tornare indietro. Se non ci fosse attrito il pendolo andrebbe avanti all’infinito e se noi non apportiamo un cambiamento nella nostra testa le risorse attentive vengono “cannibalizzate” solo dai pensieri circolari che non portano a niente tranne che all’impoverimento delle nostre capacità.

Allora, pretendere di avere ragione vale questo sacrificio? O è meglio apportare noi un cambiamento per vivere meglio? A voi la vostra risposta!

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La gestione dello stress con il time management

Lo stress è una delle sfide del nostro tempo! Gli impegni che si susseguono freneticamente e le incombenze che (a volte) ci imponiamo, ci portano a non riconoscere i segnali del corpo che ci chiedono di rallentare.

stress e time management

Una buona gestione dello stress passa attraverso la prevenzione e una gestione del tempo ragionata e che preveda spazi per se stessi e per evitare la sovrapposizione degli impegni è sicuramente un passaggio importante, anche se non l’unico.

Attraverso questa breve guida cerchiamo di comprendere quali siano le difficoltà da superare per una organizzare gli impegni quotidiani! Pillole di Time Management

 

Comunicazione

Tanti capricci: che fare?

I capricci sono un vero cruccio per i genitori, ma spesso che gli adulti sono coinvolti nell’inasprimento dell’irritabilità dei bambini.

Facciamo un passo indietro!! I bambini non sono piccoli adulti, dal funzionamento semplificato, ma sono bambini! Hanno un modo specifico di ragionare e di comportarsi e tante strategie comportamentali e non vanno affinate nel corso degli anni! I piccoli agiscono secondo il Principio del Piacere: se una cosa mi piaca, la voglio e la faccio, altrimenti non la faccio!

Semplice, no? Molto semplicistico, ma inadatto alla vita sociale: è questa la grande sfida, accompagnare i piccoli a sacrificare il piacere immediato per qualcos’altro!

Ma allora i genitori cosa c’entrano? Purtroppo i grandi prendono parte a questo percorso e in alcuni casi possono porre barriere a questa crescita in modo del tutto inconsapevole. I motivi sono svariati e sono del tutto comprensibili in una vita piena di impegni:

  • aspettative irrealistiche (può essere il primo bambino piccolo che avete sottomano e poche possibilità di confronto) sul fatto che non voglia comportarsi come si deve, mentre è ancora in crescita,
  • molti impegni: la casa, il lavoro, le altre relazioni impegnano il tempo e la pazienza,
  • la confusione, tra i bisogni propri e quelli del bambino (fa troppe richieste o ti sei data troppi compiti?)
  • gli sguardi altrui: quando sei in mezzo agli altri un capriccio viene vissuto come prova di incapacità genitoriale, anche si è tutti nella stessa barca.

Vi siete mai accorti di come a volte i bambini ci stupiscano? Capricci che preannunciano i peggiori 20 minuti della vita a volte si spengono in poco tempo e spesso perchè con calma(a volte anche senso di rinuncia) pensate: Vada come vada!

Ma allora che fare? Pensare di essere sempre serafici è un obiettivo che ci si può porre, ma non ci si può biasimare se a volte la stanchezza prende il sopravvento. Una possibilità è quella di avere un piccolo memento che ci ricordi che il capriccio è l’espressione di un percorso educativo ancora in itinere.

Ecco quindi, il mio piccolo aiuto: un’infografica che possa aiutarvi a guardare il capriccio dalla giusta prospettiva, proprio quando state per perdere le staffe e inasprire la situazione!

Coraggio e in bocca al lupo!

loro-crescono-non-per-me

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Famiglia in crisi o è solo un momento di passaggio!

Una famiglia in crisi! Una brutta frase da sentire e leggere che si trova spesso nella cronaca. Eppure la crisi familiare a volte è solo un momento di passaggio causato da cambiamenti fisiologici! Allora perché li viviamo male? Beh una possibile risposta è perché generano stress, cioè vanno ad intaccare quell’equilibrio che la famiglia come “organismo” ha creato e che è fatto di ruoli taciti, regole condivise e aspettative.

Pensate solo all’adolescenza: uno dei membri della famiglia cessa di rispettare il suo ruolo di bambino e accampa pretese da adulto. Se non è una crisi questa che getta nello scompiglio genitori e anche gli stessi figli che non sanno più cosa aspettarsi gli uni dagli altri. Non possiamo certo pensare che si tratti di un evento negativo o da evitare. Di certo è un cambiamento difficile, ma che va affrontato!!

 

Una crisi familiare può essere letta come un momento di rottura di schemi prefissati, ma come uscire indenni dalla tempesta? Accettare un cambiamento e costituire un nuovo equilibrio non è un compito banale, ma piuttosto un insieme di passaggi:

  • Vivere giorno per giorno senza restare attaccati a ciò che è stato fino ad ora
  • Cogliere le buone novità per non “tenere duro” troppo a lungo generando un logoramento affettivo
  • Mettere in gioco nuove risorse.

Eh già perché la crisi si supera quando la famiglia prende atto di essa e della necessità di comportarsi diversamente.  Concretamente questo significa:

  1. Dare un nome alla difficoltà e non cercare un colpevole: non è l’adolescente che è fuori di testa, ma c’è una difficoltà a comprendersi
  2. Avvalorare le risorse interne: dare nuove responsabilità affini e assecondare (per quanto possibile) le prove che l’adolescente sta facendo su se stesso evitando il “muro contro muro”
  3. Attivare risorse ambientali esterne: cercare una figura adulta di fiducia con cui il ragazzo possa parlare senza entrare nei normali conflitti con i genitori.

 

Quindi attivatevi che dalla tempesta possono nascere risvolti inaspettati!