Cosa non dire all’esame di metodologia

Volete un’indicazione su cosa non dire mai ad un’esame di metodologia della ricerca? O avere un’idea di cosa sia un atteggiamento non scientifico?

Meglio ancora…volete vedere come sia facile per individui non allenati a pensare in modo scientifico a prendere il metodo scientifico e farne scempio, usarlo per confermare un’ipotesi e buttarlo via quando non ti dà i risultati sperati.

Certo è frustrante quando dopo tanto lavoro non arrivi a confermare la tua ipotesi, ma dovremmo sempre cercare di accettare ciò che la scienza ci propone come risultato. Leggete questo bellissimo articolo sulla sindone, su come  invece di arrivare alla verità (la veridicità della sindone non ha nulla a che vedere con il sentimento religioso) si tenta in tutti i modi di glorificare la scienza quando asseconda le ipotesi e ridicolizzarla quando non serve in un andamento tanto altalenante quanto ridicolo.

 

Buona Lettura

http://smarcell1961.blogspot.it/2016/06/la-sindone-prova-di-scienza-solo-quando.html

La qualità nel no profit

Articolo con considerazioni interessanti sulla valutazione della qualità nel no profit!! assolutamente d’accordo, ma come stimolare la riflessione e l’assimilazione di buone prassi???

Intervista a Marco Crescenzi

Perché porre ora un problema di valutazione della qualità del No profit?

Il problema della valutazione della qualità dell’azione No profit si pone per i “players”che hanno come obiettivo il concorrere ad uno sviluppo sostenibile ed il creare un efficace investimento sociale. Ha quindi direttamente a che fare con l’identità e la maturità sociale dei soggetti in gioco, e le loro strategie di “presenza nel mondo”. Soprattutto in un periodo favorevole alla nascita di fondazioni d’impresa e di “altri soggetti No profit” sia grant che operativi. Se il No profit è il “produttore leader” di valore sociale, i diversi pubblici devono poter in qualche modo valutare il valore prodotto. Ciò va a tutto vantaggio sia del No profit che dei soggetti “grant”. Le richieste di trasparenza e di “risultati concreti” stanno notevolmente aumentando in molti diversi pubblici, compresa l’opinione pubblica. Chi non lo comprende, scomparirà senza clamori…

Stiamo andando verso un efficace “investimento sociale” in Italia?

Non sembra sia ancora così. Laddove un soggetto grant making sia interessato a legittimarsi solo superficialmente presso i propri stakeholders o a “fare marketing” il problema della qualità della valutazione non si pone più di tanto, salvo che qualcuno non la sollevi. Persistono ancora ampie forme di finanziamento a pioggia o “amicali”(clientelari o raggiunti grazie a conoscenze) e la difficoltà di individuare i soggetti di maggior valore ed accreditamento per gli specifici ambiti d’intervento. Persistono atteggiamenti filantropici, espliciti o impliciti. Ricordiamo che filantropia ed investimento sociale sono due cose molto diverse, la seconda attiene ad un concetto di responsabilità per lo sviluppo, e che Tanzi, Rokfeller ed altri soggetti simili sono stati grandi filantropi…

 

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